GIURISDIZIONE E DIRITTO APPLICABILE NEI SINISTRI INTERNAZIONALI AUTOMOBILISTICI

Autore: Holger Backu-Antonio Furlanetto 10/12/2010
ARTICOLI COMPETENZA GIURISDIZIONALE E DIRITTO APPLICABILE NEI SINISTRI INTERNAZIONALI DEL SETTORE AUTOMOBILISTICO È attribuita alla giurisdizione del giudice del Paese del danneggiato la decisione sui sinistri RCA nell’ambito della IV Direttiva auto Sommario: I. Introduzione - 1. Il contesto comunitario. I quesiti posti dalla Corte di cassazione tedesca (Bundesgerichtshof) alla Corte di giustizia Ce - 2. Il contesto generale - II. Le basi giuridiche per stabilire la giurisdizione internazionale e il diritto applicabile - 1. La giurisdizione internazionale - 2. Diritto applicabile - a. La Convenzione dell’Aia sulla circolazione stradale e le normative nazionali - a.1. La Convenzione dell’Aia del 4 maggio 1971 - a.2. Il diritto internazionale privato in Italia - a.3. Il diritto internazionale privato in Germania - a.4. Differenze tra Italia e Germania - b. Possibilità di applicazione del diritto del Paese del danneggiato nell’ambito del Regolamento comunitario, c.d. «Roma II»? - III. La giurisdizione del giudice del Paese del danneggiato ai sensi del Regolamento Ce n. 44/2001 e le argomentazioni di riferimento - IV. La giurisdizione del giudice del Paese del danneggiato anche ai sensi della Convenzione di Lugano? - V. Ripercussioni sul piano applicativo - VI. Conclusioni. I. Introduzione 1. IL CONTESTO COMUNITARIO. I QUESITI POSTI DALLA CORTE DI CASSAZIONE TEDESCA (BUNDESGERICHTSHOF) ALLA CORTE DI GIUSTIZIA CE La Corte di cassazione federale tedesca (Bundesgerichtshof)1, rimettendo alla Corte di giustizia una causa ex art. 234 del Trattato Ce, ha posto uno spe- 1 Bundesgerichtshof, decisione del 26 settembre 2006 – VI ZR 200/05 (OLG Köln), pubblicata in Neue Juristische Wochenschrift (NJW), 2007, p. 71 ff. La causa proposta dal Bundesgerichtshof alla Corte di giustizia, in data 20 novembre 2006, tra FBTO Schadeverzekeringen N. V. e Jack Odenbreit, ha il numero C-463/06. DIRITTO COMUNITARIO E DEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI, FASC. 2/2007, PP. 219-236 © EDITORIALE SCIENTIFICA SRL 220 Articoli cifico quesito riguardante l’interpretazione dell’art. 11, comma 2, del Regolamento Ce n. 44/2001 relativo alla competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale2. Più specificatamente, ha posto la questione se tale disposizione in collegamento con l’art. 9, comma 1, lett. b. dello stesso Regolamento possa costituire la base giuridica per riconoscere la giurisdizione del giudice del Paese membro del danneggiato in una causa introdotta dal danneggiato stesso contro l’assicuratore per la responsabilità civile auto a seguito di un incidente stradale avvenuto in un Paese membro diverso da quello nel quale il danneggiato risiede o è domiciliato. Nel caso di specie l’attore, residente in Germania, aveva convenuto davanti ad un Tribunale tedesco l’assicuratore RC Auto olandese di controparte chiedendo il risarcimento dei danni subiti a seguito di un incidente stradale avvenuto in Olanda. Il Tribunale tedesco di primo grado (Amtsgericht) aveva respinto la sua domanda per difetto di giurisdizione. Nella causa di secondo grado, la Corte d’appello di Colonia (Oberlandesgericht Köln) aveva invece confermato la competenza giurisdizionale del giudice tedesco. La Corte di cassazione federale, infine, esaminando il successivo ricorso dell’assicuratore convenuto, ha sospeso il procedimento, rivolgendosi alla Corte di giustizia Ce con una domanda di pronuncia pregiudiziale (Vorabentscheidungsersuchen). La decisione della Corte di giustizia avrà una forte rilevanza pratica nell’ambito della liquidazione dei sinistri internazionali. L’obiettivo del presente articolo è quello di presentare la questione in un contesto più ampio, che includa anche alcune riflessioni di diritto internazionale privato. 2. IL CONTESTO GENERALE In caso di sinistro stradale occorso all’estero, il danneggiato, in forza delle disposizioni della cosiddetta IV Direttiva auto3, ha la possibilità di attivare la liquidazione stragiudiziale anche nel Paese in cui ha la residenza, rivolgendosi al mandatario (per la gestione dei sinistri) dell’assicuratore straniero RCA del responsabile civile dell’incidente con sede nel Paese membro del danneggiato, il quale deve liquidare il danno applicando il diritto del Paese in cui è avvenuto il sinistro o respingere, motivando la ricusazione, le richieste 2 Regolamento (Ce) n. 44/2001 del Consiglio, del 22 dicembre 2000 concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, in Guce n. L 12 del 16 gennaio 2001. 3 Direttiva n. 2000/26/Ce del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 maggio 2000, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di assicurazione della responsabilità civile risultante dalla circolazione di autoveicoli e che modifica le direttive n. 73/239/Cee e n. 88/357/Cee del Consiglio (Quarta direttiva assicurazione autoveicoli), in Guce n. L 181 del 20 luglio 2000, p. 65, recepita nell’ordinamento italiano con il dlgvo n. 190 del 30 giugno 2003. Articoli 221 di risarcimento. Sussiste, peraltro, la possibilità di attivare la liquidazione del sinistro in un altro Paese membro, entrando in contatto diretto con l’assicuratore RCA del responsabile civile. Sempre nell’ambito della IV Direttiva auto, in caso di non tempestiva formulazione dell’offerta di risarcimento (che deve avvenire entro tre mesi dalla presentazione della richiesta di risarcimento) o in caso di una liquidazione non sufficientemente motivata, il danneggiato ha, inoltre, la facoltà di rivolgersi, nel proprio Paese, al cosiddetto Organismo di indennizzo che provvederà alla gestione del sinistro4. L’Organismo di indennizzo è, inoltre, competente per la liquidazione del sinistro, qualora l’assicuratore straniero non abbia nominato un mandatario nel Paese del danneggiato (ai sensi dell’art. 6, comma 1, lett. b., della predetta Direttiva) o nel caso in cui il veicolo o la compagnia di assicurazione, che ne copre il rischio RCA, non possano essere identificati (ai sensi dell’art. 7). Compito dell’Organismo di indennizzo è quello di garantire che il meccanismo della liquidazione stragiudiziale del danno previsto dalla IV Direttiva trovi applicazione. Esso non deve essere considerato come una sorta di istanza d’appello, analogamente a quanto avviene nei processi di rito civile, con il compito di verificare se la liquidazione è avvenuta ai sensi di legge e se il risarcimento pagato è stato congruo. La liquidazione dei sinistri ai sensi della IV Direttiva auto ha un’impostazione esplicitamente stragiudiziale ed in questo contesto si pone la questione se il danneggiato possa proporre anche l’azione giudiziaria nel Paese in cui ha la residenza. La direttiva non attribuisce, infatti, a chi fa valere richieste di risarcimento la possibilità di procedere giudizialmente nel proprio Paese di residenza contro le decisioni sulla liquidazione (vale a dire, se una ricusazione sia giustificata o meno, o se l’offerta di risarcimento sia congrua). Si ritiene che il danneggiato possa citare il danneggiante e il suo assicuratore per la RCA solo nel Paese in cui è avvenuto il sinistro o davanti al giudice della sede dell’assicuratore o davanti a quello della residenza del danneggiante (per il danneggiato significa quindi agire all’estero, in un altro Stato membro). Le basi giuridiche per l’individuazione del foro internazionale competente sono l’art. 2 (Giurisdizione generale nel luogo della residenza del convenuto) e l’art. 5 (Giurisdizione speciale presso la residenza del convenuto) del Regolamento Ce n. 44/20015. In dottrina è stata più volte avanzata l’opinione che, proprio sulla base di una interpretazione del Regolamento Ce n. 44/2001, vi è una giurisdizione del Paese del danneggiato contro l’assicuratore per la RCA nell’ambito della cosiddetta azione diretta6. Questo significa, a titolo di esempio, che un cittadino 4 Art. 6 della direttiva n. 2000/26/Ce, cit. supra, nota 3. 5 Regolamento (Ce) n. 44/2001 del Consiglio, del 22 dicembre 2000, cit. supra, nota 2. 6 Cfr. LEMOR - BECKER, DAR 2004, p. 677; BACKU, DAR 2003, p. 153, pubblicato sul sito 222 Articoli italiano vittima di un incidente stradale in Germania potrebbe promuovere un giudizio in Italia, tenendo presente che in ogni caso il Tribunale adito in Italia dovrebbe decidere applicando il diritto tedesco. Questo orientamento è stato confermato da una sentenza di un Tribunale di secondo grado tedesco, l’Oberlandesgericht (Corte d’appello) di Colonia (OLG Köln), del 12 settembre 20057. Altre sentenze in Germania, per esempio, quella del Tribunale (Landgericht) di Amburgo del 28 aprile 20068 oppure del Tribunale (Amtsgericht) di Blomberg del 6 ottobre 20059 sono giunte a conclusioni opposte, mentre la Lords of Appeal della House of Lords inglese, nel proprio parere del 5 luglio 200610, sembra sostenere che il danneggiato abbia la possibilità di rivolgersi al giudice del proprio Paese di residenza. In Germania, la Corte di cassazione tedesca (Bundesgerichtshof) nel procedimento di revisione della citata sentenza della Corte d’appello di Colonia (OLG Köln) ha rimesso la causa ex art. 234 Ce alla Corte di giustizia, sostenendo che una decisione sul merito in Germania o in qualunque altro Paese dell’Unione potrebbe avere come conseguenza il prodursi di una giurisprudenza contrastante, mentre una pronuncia della Corte introdurrebbe un’interpretazione unitaria a livello comunitario11. Tuttavia in tale contesto è possibile anche argomentare che in futuro la questione sull’interpretazione del Regolamento n. 44/2001 potrebbe non dipendere più da una pronuncia della Corte di giustizia, dal momento che la V Direttiva auto – il cui recepimento è previsto negli ordinamenti degli Stati membri al più tardi entro l’11 giugno 200712 – afferma esplicitamente che detto Regolamento deve trovare applicazione laddove prevede la giurisdizione anche nel Paese di residenza del danneggiato. L’art. 5 della V Direttiva auto, con riferimento alla IV Direttiva così recita: «1. è inserito il seguente considerando 16 bis: «16 bis. Ai sensi del combinato disposto dell’art. 11, par. 2, e dell’art. 9, par. 1, lett. b., del Regolamento www.intereuropeag.com; altri contributi sull’argomento sono disponibili sul sito internet dell’Istituto per il Diritto Europeo della Circolazione Stradale: http://www.eu-verkehrsrecht.org/ievrinternet- fr. 7 Sentenza del 12 settembre 2005 (16 U 36/05). 8 LG Hamburg, sentenza del 28 aprile 2006 (331 O 109/05), cfr. anche in VersR, 2006, p. 1065. 9 AG Blomberg, sentenza del 6 ottobre 2005 (4 C 373/04), cfr. anche in Schaden Praxis, 2006, p. 113 ss. 10 Opinions of the Lords of Appeal for Judgement in the Cause Harding v. Wealands del 5 luglio 2006. 11 Cit. supra, nota 1. 12 Direttiva n. 2005/14/Ce del Parlamento europeo e del Consiglio dell’11 maggio 2005 che modifica le direttive del Consiglio n. 72/166/Cee, n. 84/5/Cee, n. 88/357/Cee e n. 90/232/Cee e la direttiva n. 2000/26/Ce del Parlamento europeo e del Consiglio sull’assicurazione della responsabilità civile risultante dalla circolazione di autoveicoli, in Gu-Ue n. L 149 dell’11 giugno 2005, p. 14. Maggiori dettagli in InterEurope – Newsletter, n. 1 2005; per richiedere copia inviare un messaggio a: antonio.furlanetto@intereuropeag.com. Articoli 223 (Ce) n. 44/2001 del Consiglio, del 22 dicembre 2000, concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale (…), la parte lesa può citare in giudizio l’assicuratore della responsabilità civile nello Stato membro in cui essa è domiciliata». Tale affermazione va considerata con cautela e in ogni caso un’interpretazione "tecnicamente corretta", ovvero intrinseca al Regolamento stesso, rimane preferibile e decisiva. Da un lato, infatti, resta incerta la validità di tale prescrizione, inserita in un considerando di una direttiva comunitaria. Dall’altro lato, è dubbio che gli Stati membri abbiano l’intenzione di recepire tale disposizione, modificando i loro codici di procedura civile per dare maggiori certezze nell’applicazione pratica. Infine, qualora il recepimento della V Direttiva Auto coincidesse effettivamente con l’interpretazione del Regolamento n. 44/2001, per i casi antecedenti sarebbe tuttavia determinante solo il recepimento della direttiva. Per questo motivo è chiaramente rilevante stabilire se possa o meno essere riconosciuta la giurisdizione del giudice del Paese di residenza del danneggiato a partire da un’interpretazione diretta del Regolamento n. 44/2001. La questione riveste un particolare significato per tutte le parti coinvolte nel processo di liquidazione dei sinistri da circolazione stradale13. In particolare, per il danneggiato, si pone la questione del luogo dove egli possa radicare la causa per ottenere un risultato equo e nel più breve tempo possibile. In alcuni Paesi la durata di un processo civile ha tempi molto lunghi, mentre altri Paesi sono dotati di un sistema giudiziario più efficiente. D’altra parte però il giudice, nella fattispecie concreta, dovrà applicare, in base alle norme di diritto internazionale privato, un diritto al risarcimento danni diverso dal proprio e, a causa delle evidenti differenze esistenti tra il diritto al risarcimento dei danni nei vari Paesi europei, è prevedibile un allungamento della durata dei processi. Il giudice dovrà ricorrere alla consulenza di un esperto in questioni giuridiche riguardanti il diritto dello Stato membro che risulta applicabile per poter definire le questioni sottopostegli. Analogo problema si troverebbero ad affrontare anche il danneggiato e il proprio legale, dal momento che avrebbero bisogno dell’ausilio di una consulenza in merito al diritto di un altro Paese membro. In questo senso sono da prevedere alti costi processuali e un’eccessiva durata dei procedimenti. Di seguito si analizzerà il quadro giuridico, considerando le diverse linee argomentative, con particolare riguardo agli effetti nell’ambito della liquidazione del danno. 13 Il punto di vista degli assicuratori di Tutela Giudiziaria è analizzato ad esempio nella relazione di H. BACKU alla conferenza RIAD del 28 ottobre 2005 a Vienna, pubblicata su www.intereuropeag. com alla pagina Documentazione. 224 Articoli II. Le basi giuridiche per stabilire la giurisdizione internazionale e il diritto applicabile 1. LA GIURISDIZIONE INTERNAZIONALE All’interno dell’area comunitaria, la base giuridica cui occorre riferirsi per stabilire la giurisdizione in ambito internazionale è, in primo luogo, il già citato Regolamento Ce n. 44/2001, entrato in vigore dopo la IV Direttiva auto, che riprende le norme della Convenzione di Bruxelles del 196814. È noto che, a differenza delle direttive, il Regolamento comunitario ha immediata efficacia nel diritto dei Paesi membri e non necessita di atti legislativi di recepimento15. In tutte le fonti citate, in caso di incidente stradale, è prevista una giurisdizione del Paese dell’assicuratore RC Auto del responsabile civile dell’incidente ovvero del Paese del responsabile civile, nonché una giurisdizione speciale del Paese dove è avvenuto l’incidente (cfr. art. 2 ovvero art. 5 del Regolamento Ce n. 44/2001). Ai sensi del combinato disposto degli artt. 11, comma 2, e 9, comma 1, lett. b., sarebbe possibile una giurisdizione del Paese del danneggiato, ovvero della vittima, per promuovere cause che derivino dal diritto di azione diretta nei confronti dell’assicuratore RCA. Le basi giuridiche si ricavano nel titolo del Regolamento n. 44/2001 relativo alla competenza speciale a livello internazionale per quanto riguarda le fattispecie assicurative. Nel tredicesimo considerando relativo alle regole speciali di competenza si afferma, inoltre, che, per le questioni concernenti le assicurazioni, i consumatori e il diritto del lavoro, deve essere tutelata la parte più debole attraverso prescrizioni che riguardino la competenza e che siano più favorevoli rispetto alla normativa generale. 2. DIRITTO APPLICABILE Per stabilire quale diritto trovi applicazione, i tribunali competenti si rivolgono alle norme nazionali dei singoli Paesi relative al diritto internazionale privato (norme di conflitto). A livello comunitario, si sta cercando di arrivare, attraverso l’iter legislativo delle istituzioni europee, ad una regolamentazione del diritto internazionale privato armonizzata in tutta l’Unione europea, per quel che riguarda il diritto che regola i fatti illeciti. Si ricorda, in pro- 14 Convenzione di Bruxelles del 27 settembre 1968 concernente la competenza giurisdizionale e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, in Guce n. C 27 del 26 gennaio 1998. 15 Nell’area degli Stati dell’EFTA trova applicazione, invece, l’Accordo di Lugano del 16 settembre 1988, in Guce n. L 319 del 25 novembre 1988, p. 9, ispirato alla Convenzione di Bruxelles, che contiene norme in gran parte coincidenti con quelle del Regolamento Ce n. 44/2001. Articoli 225 posito, il progetto di Regolamento della Commissione europea c.d. «Roma II»16, che non è ancora stato approvato. Una regolamentazione uniforme del diritto internazionale privato esiste solo nell’ambito della c.d. Convenzione dell’Aia sulla circolazione stradale che risale al 1971 e che è stata ratificata dalla Francia e dall’Austria, ma non ancora dall’Italia e dalla Germania. Tali Stati hanno deciso di indirizzarsi verso soluzioni autonome che evidenziano tra loro alcune differenze. a. La Convenzione dell’Aia sulla circolazione stradale e le normative nazionali a.1. La Convenzione dell’Aia del 4 maggio 1971 Alcuni Stati hanno recepito la regolamentazione della «Convenzione dell’Aia sulla legge applicabile in materia di incidenti da circolazione stradale»17 specificatamente concepita per tale ambito applicativo. Le norme della Convenzione valgono nei seguenti Paesi: Belgio, Francia, Serbia, Croazia, Lussemburgo, Olanda, Austria, Svizzera, Repubblica ceca, Slovenia, Spagna, Repubblica slovacca. La Convenzione viene applicata dagli Stati firmatari anche nei rapporti con i Paesi che non vi hanno aderito. Di conseguenza, essa viene messa in pratica dai tribunali dei Paesi che l’hanno recepita anche nei confronti di cittadini italiani coinvolti in un sinistro stradale. Secondo tale Convenzione trova, innanzitutto, applicazione il diritto dello Stato sul cui territorio è avvenuto l’incidente (art. 3). In alcune situazioni, tuttavia, risulta invece applicabile il diritto dello Stato di immatricolazione o di stabilimento del veicolo (artt. 4-6). Prevale il diritto del Paese di immatricolazione del veicolo (ovvero quello del Paese di stabilimento abituale del veicolo, art. 6) quando si tratta della responsabilità nei confronti della persona che vanta diritti sul veicolo (art. 4, lett. a.), del trasportato che ha la residenza abituale al di fuori del Paese in cui è avvenuto l’incidente (art. 4, lett. b.) e del danneggiato che si trova sul luogo dell’incidente, fuori dal veicolo e che tuttavia ha la sua residenza abituale nello Stato di immatricolazione. In caso di coinvolgimento di più veicoli, la normativa vale soltanto se tutti i veicoli risultano immatricolati nel medesimo Stato (art. 4, lett. b.). Nel caso siano coinvolte nell’incidente più persone fuori del veicolo, il presupposto è che abbiano tutte la loro residenza abituale nello Stato di immatricolazione. 16 Cfr. i testi comunitari: la versione iniziale COM(2003)427 e quella definitiva del 22 luglio 2003; 2003/0168 (COD). 17 Convenzione del 4 maggio 1971 sulla legge applicabile in materia di incidenti della circolazione stradale. Cfr. versione on line pubblicata dall’Amministrazione svizzera: www.admin.ch/ ch/i/rs/c0_741_31.html. 226 Articoli a.2. Il diritto internazionale privato in Italia Il legislatore italiano ha regolamentato autonomamente la materia con la legge n. 218 del 31 maggio 1995, che, all’art. 62, così recita: «1. La responsabilità per fatto illecito é regolata dalla legge dello Stato in cui si é verificato l’evento. Tuttavia il danneggiato può chiedere l’applicazione della legge dello Stato in cui si é verificato il fatto che ha causato il danno. 2. Qualora il fatto illecito coinvolga soltanto cittadini di un medesimo Stato in esso residenti, si applica soltanto la legge di tale Stato». Ai sensi dell’art. 62 della l. n. 218/95 vige sostanzialmente il principio del luogo in cui si è verificato l’evento; in caso di incidente stradale in Italia, si applica in generale il diritto italiano, ma nei casi previsti dal secondo comma trova invece applicazione il diritto del Paese di origine dei soggetti coinvolti quando siano cittadini del medesimo Stato e ivi abbiano la loro residenza. a.3. Il diritto internazionale privato in Germania Quando le richieste di risarcimento vengono presentate davanti a un Tribunale tedesco, sono vincolanti le norme del diritto internazionale privato tedesco per quel che riguarda la legge applicabile. La regolamentazione del diritto internazionale relativo agli illeciti in Germania si trova all’art. 40 del EGBGB (Einführungsgesetz zum Bürgerlichen Gesetzbuch, le preleggi del codice civile tedesco), ai sensi del quale per richieste di risarcimento che derivano da fatto illecito trova applicazione il diritto del Paese dove è avvenuto l’incidente o, a scelta, del Paese in cui l’obbligato alla prestazione risarcitoria ha agito (diritto del Paese di compimento dell’illecito) o del Paese in cui si sono generate le conseguenze. Un’eccezione al principio del luogo di accadimento (Tatortprinzip) acquista rilevanza quando l’obbligato alla prestazione risarcitoria, nonché la vittima hanno la comune e abituale residenza nel medesimo Stato (art. 40, secondo comma, EGBGB). Caso tipico è un incidente tra due tedeschi all’estero: alle rispettive richieste di risarcimento si applica il diritto tedesco, se entrambi sono residenti in Germania. Dal momento che rileva soltanto la residenza comune nello stesso Paese e non la nazionalità o altri criteri (luogo in cui ha sede l’assicuratore o di immatricolazione del veicolo), il diritto tedesco si applica ugualmente quando, per esempio, due cittadini turchi con residenza a Berlino hanno un incidente da circolazione stradale tra loro in Turchia. Con questo espediente giuridico si tiene conto anche della stessa situazione socioeconomica dei soggetti coinvolti. Infatti, la legge tedesca non trova applicazione se i due soggetti coinvolti in un fatto dannoso sono tedeschi, ma uno di essi vive, ovvero ha la residenza stabile, in un altro Paese, per esempio in Articoli 227 Spagna. Il diritto tedesco contiene una deroga che rimanda ad un altro ordinamento qualora vi sia un legame molto stretto tra il fatto e tale diritto, come avviene, per esempio, nell’ambito dei rapporti contrattuali (trasporto su taxi e su mezzi di trasporto pubblico, etc.) a.4. Differenze tra Italia e Germania La differenza tra la normativa italiana e tedesca nell’ambito del diritto internazionale privato va individuata nel collegamento con la cittadinanza prevista dall’art. 62 della l. n. 218/1995. Se, per esempio, si verificasse un incidente stradale in Italia tra due tedeschi con residenza in Germania, il danneggiato non avrebbe alcuna possibilità di invocare il diritto italiano neanche se ricorresse ad un giudice italiano (giurisdizione speciale nel luogo dell’evento). Si ricorrerebbe a tale giudice attraverso il riferimento al Regolamento Ce n. 44/2001 per vedersi riconoscere un risarcimento per un danno alla persona non patrimoniale più elevato rispetto a quello riconosciuto dal diritto tedesco, e questo in quanto ai sensi dall’art. 62 della l. n. 218/1995, secondo comma, vi è un rimando esplicito al diritto tedesco. Diversa sarebbe la situazione nel caso di due cittadini italiani con residenza in Germania, per i quali, se non vi è coincidenza tra la residenza e la cittadinanza, risulta inapplicabile l’art. 62, secondo comma, e conseguentemente troverebbe applicazione il diritto italiano in relazione al disposto del primo comma dello stesso articolo, ovvero il principio del luogo in cui è avvenuto il fatto. b. Possibilità di applicazione del diritto del Paese del danneggiato nell’ambito del Regolamento comunitario, c.d. «Roma II»? Rilevando proprio l’esistenza di queste differenze e contraddizioni, la Commissione europea, allo scopo di armonizzare il diritto internazionale privato in Europa, ha presentato in data 22 luglio 2003 una proposta di Regolamento sulla legge applicabile alle obbligazioni extracontrattuali (c.d. «Roma II»). In data 6 luglio 200518 il Parlamento europeo ha predisposto in prima lettura ben 54 emendamenti alla proposta della Commissione. Il Parlamento europeo, ricollegandosi al dibattito politico-giuridico sulla necessità di far prevalere, in caso di sinistri stradali, il diritto del Paese d’origine del danneggiato, ha inserito un proprio testo all’art. 6, lett. b. secondo il quale, in caso di danno alla persona (ad esempio lesioni personali etc.) sarebbe determinante il diritto del Paese d’origine del danneggiato per quel che riguarda la quantificazione del danno e la determinazione delle sue conseguenze. Per i danni ma- 18 Risoluzione legislativa del Parlamento europeo sulla proposta di Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sulla legge applicabile alle obbligazioni extracontrattuali («Roma II»), COM(2003)0427 – C5-0338/2003 – 2003/0168(COD). 228 Articoli teriali (ad esempio danni al veicolo etc.), continuerebbe invece a trovare applicazione il diritto del Paese dell’evento dannoso. In tutti i casi, dunque anche per i danni alla persona, per la valutazione della responsabilità dovrebbe essere determinante il diritto del Paese in cui è avvenuto l’incidente. Il CEA, associazione che rappresenta gli assicuratori europei, si è espresso a larga maggioranza contro questa iniziativa del Parlamento, soprattutto per il fatto che una distinzione – per quanto riguarda il diritto applicabile – tra danno materiale e danno alla persona, da un lato, e tra determinazione della responsabilità e adempimento delle obbligazioni che da essa derivano, dall’altro lato, non terrebbe conto del fatto che i sistemi nazionali sono costruiti proprio come sistemi chiusi e separati. La Commissione europea si è anch’essa pronunciata contro l’iniziativa del Parlamento europeo. Nella proposta modificata della Commissione che porta la data del 21 febbraio 2006 si stabilisce che, dal momento che verrebbero ad essere applicati due diversi regimi giuridici alle obbligazioni nascenti da illecito extracontrattuale e al risarcimento del danno da circolazione stradale, le modifiche proposte dal Parlamento non possono essere accolte19. Anche nella Posizione Comune del Consiglio del settembre 2006 non compare una regolamentazione speciale per gli incidenti da circolazione stradale20. Il 15 maggio 2007 in seno al Comitato di Conciliazione i rappresentanti del Parlamento europeo e del Consiglio hanno raggiunto un compromesso che porterà all’approvazione del Regolamento Roma II nel mese di luglio 2007. Anche in tale versione non si prevede però alcuna disposizione specifica per i fatti illeciti da circolazione stradale, così come avrebbe voluto il Parlamento europeo21. 19 Proposta della Commissione, versione definitiva: COM(2006)83; cfr. soprattutto la modifica n. 26. Il testo dell’art. 5 della proposta è così formulato: «Art. 5 - Norma generale. 1. In assenza di scelta della legge ai sensi dell’art. 4, la legge applicabile all’obbligazione extracontrattuale è quella del paese in cui il danno si verifica o minaccia di verificarsi, indipendentemente dal paese nel quale avviene il fatto che ha causato il danno e a prescindere dal paese o dai paesi nei quali si verificano le conseguenze indirette del danno. 2. Tuttavia, qualora il presunto responsabile e la parte lesa risiedano abitualmente nello stesso paese nel momento in cui il danno si verifica, l’obbligazione extracontrattuale è disciplinata dalla legge di quel paese. 3. A prescindere dai par. 1 e 2, se dal complesso delle circostanze risulta che l’obbligazione extracontrattuale presenta collegamenti palesemente più stretti con un altro paese, si applica la legge di quest’altro paese. Un collegamento manifestamente più stretto con un altro paese può fondarsi segnatamente su una relazione preesistente tra le parti, quale un contratto che presenta uno stretto nesso con l’obbligazione extracontrattuale in questione. Nel valutare l’esistenza di collegamenti palesemente più stretti con un altro paese, si può tener conto in particolare delle aspettative delle parti in ordine al diritto applicabile». 20 Posizione del Consiglio del 25 settembre 2006, 2003/0168 (COD) / 9751/7/06 / REV 7 / JUST CIV 137 CODE C 531, pubblicata sul sito del Membro del Parlamento europeo Diana Wallis http://www.dianawallis.org.uk/pages/rome2.html. 21 Bozza della versione definitiva del Regolamento soggetto a modifiche linguistiche 2003/0168 (COD) / C6-0142/2007 / PE-CONS 3619/07 pubblicata sul sito del Membro del Parlamento europeo Diana Wallis http://www.dianawallis.org.uk/pages/rome2.html. Articoli 229 III. La giurisdizione del giudice del Paese del danneggiato ai sensi del Regolamento Ce n. 44/2001 e le argomentazioni di riferimento Ai sensi dell’art. 11, comma 2 del Regolamento Ce n. 44/2001, ad una causa che il danneggiato intenti direttamente contro l’assicuratore, va applicato anche l’art. 9 dello stesso Regolamento, laddove sia possibile applicare il diritto dell’azione diretta contro l’assicuratore. Ai sensi dell’art. 9 l’assicuratore può essere convenuto, se l’attore è il contraente, l’assicurato o il beneficiario, davanti al giudice del luogo in cui è residente l’attore. Il danneggiato però, ai sensi dell’art. 9, non è né assicurato né beneficiario, ma se si argomenta che il secondo comma del successivo art. 11 vada interpretato in riferimento logico alle disposizioni del comma 1, lett. b. dell’art. 9, si deduce che il danneggiato debba essere trattato alla stregua di un beneficiario22. La lettera e la successione coordinata delle disposizione del Regolamento n. 44/2001 risulta quindi: Art. 11, comma 2 2. Le disposizioni di cui agli artt. 8, 9 e 10 sono applicabili all’azione diretta proposta dalla persona lesa contro l’assicuratore, sempre che tale azione sia possibile. Art. 9, comma 1, lett. b.: 1. L’assicuratore domiciliato nel territorio di uno Stato membro può essere convenuto: (…) in un altro Stato membro, davanti al giudice del luogo in cui è domiciliato l’attore qualora l’azione sia proposta dal contraente dell’assicurazione, dall’assicurato o da un beneficiario, (…) L’azione diretta dell’art. 11, comma 2 del Regolamento Ce n. 44/2001 è stata introdotta dalla IV Direttiva auto, di cui era previsto il recepimento al più tardi entro il 20 luglio 2002. La sentenza dell’Oberlandesgericht di Colonia, sopra citata, che dichiara la competenza del giudice del Paese di residenza del danneggiato, deriva da un evento dannoso da circolazione stradale avvenuto in Olanda in seguito al quale il danneggiato tedesco ha fatto valere in Germania le richieste di risarcimento nei confronti del responsabile civile olandese. Il Tribunale tedesco di prima istanza aveva rigettato le richieste di parte attrice per difetto di giurisdizione. Il Tribunale di seconda istanza di Colonia, per contro, aveva dedotto che la competenza del Tribunale tedesco sussisterebbe ai sensi del combinato disposto dell’art. 1, comma 2 e art. 9, comma 1, lett. b. del Regolamento Ce n. 44/2001, in presenza del diritto di azione diretta contro l’assicuratore come prevista dall’art. 2, comma 2 del medesimo Regolamento. L’intenzione del 22 Cfr. H. BACKU, in DAR 2003, n. 153, consultabile anche su www.intereuropeag.com – alla pagina Documentazione. 230 Articoli legislatore, espressa nell’ambito della V Direttiva auto, a favore di una giurisdizione nel Paese del danneggiato sarebbe dunque in sintonia con la lettera e il tenore del Regolamento Ce n. 44/2001, ovvero con la tutela della parte più debole che, ai sensi dell’art. 9 del Regolamento, estenderebbe la tutela anche alla vittima di un incidente stradale (danneggiato) oltre che al contraente, all’assicurato e al beneficiario. Tale considerazione sarebbe giustificata ai sensi dell’art. 11, comma 2, del Regolamento stesso. Contro tale interpretazione potrebbero essere sollevate alcune obiezioni. In primo luogo, non vi sono indicazioni evidenti che, nell’ambito del processo di preparazione ed approvazione del Regolamento Ce n. 44/2001, si fosse pensato ad un trasferimento della giurisdizione dal Paese dell’evento dannoso a quella della residenza del danneggiato. L’obiettivo del legislatore sarebbe stato solo quello di trasferire i principi della precedente Convenzione di Bruxelles nel Regolamento Ce n. 44/2001 senza derogare, in linea di principio, al sistema preesistente relativo alla giurisdizione internazionale23. In secondo luogo, sarebbe estraneo a tale sistema il fatto di equiparare il danneggiato di un incidente stradale al beneficiario come previsto dall’art. 9 del Regolamento, dal momento che, per beneficiario, si intende il soggetto identificato da un contratto assicurativo, mentre il beneficiario garantito dall’azione diretta contro l’assicuratore RCA costituirebbe soltanto un’estensione indiretta24. In terzo luogo, nella V Direttiva auto si fa riferimento soltanto ad una interpretazione del Regolamento Ce n. 44/2001, la cui correttezza pone qualche dubbio. Per questo motivo non si potrebbe dedurre dalla V Direttiva auto né un riferimento ad una interpretazione del Regolamento Ce n. 44/2001, né sarebbe legittimata una modifica della giurisdizione nel senso di una competenza nel Paese del danneggiato nell’ambito del recepimento della V Direttiva auto. Il Tribunale di Amburgo, nella sentenza sopra citata, nega una giurisdizione del Paese del danneggiato, affermando che il danneggiato non sarebbe un beneficiario ai sensi dell’art. 9, comma 1 del Regolamento Ce n. 44/2001. Il Tribunale di Amburgo si limita ad esaminare i presupposti della fattispecie prevista dall’art. 9, comma 1, lett. b. del Regolamento Ce n. 44/2001 senza confrontarsi con la questione se il riferimento all’art. 11, comma 2, del medesimo Regolamento sia da considerare un riferimento di principio o di conseguenza logica alla norma citata. Un’interpretazione corretta dell’art. 11, comma 2, dovrebbe invece far propendere per l’affermazione che si tratti in realtà di un riferimento argomentativo conseguente all’art. 9, comma 1, lett. b. del Regolamento citato (Rechtsfolgenverweisung). Il Tribunale di Amburgo, in sostanza, non avrebbe dovuto esaminare i presupposti dell’art. 9 e 23 Cfr. U. LEMOR, in NJW, 2002, p. 3668. 24 Cfr. H. BACKU, in DAR 2003, 153, cit. supra, nota 20. Articoli 231 quindi non avrebbe nemmeno dovuto occuparsi della questione se il danneggiato potesse essere o meno un beneficiario nel senso della predetta norma. Il motivo sta nella funzione dell’art. 11, comma 2, che fa riferimento immediato all’azione diretta, proposta dalla persona lesa contro l’assicuratore. Data la premessa che in tutta l’Unione europea l’azione diretta nei confronti dell’assicuratore RC Auto è garantita dalle Direttive specifiche, quanto previsto dall’art. 11, comma 2, sarebbe vano se la sua applicazione comportasse il riesame dei presupposti degli articoli precedenti ed esplicitamente citati, specialmente se si dovesse concludere che un danneggiato, già dal punto di vista sistematico, non possa essere considerato «beneficiario» nel senso dell’art. 9. In sostanza, si può concludere che l’art. 11, comma 2, non avrebbe alcuna efficacia se non si riferisse solamente alle conseguenze logiche degli articoli a cui fa riferimento e, quindi, nel caso di specie, alla possibilità di un’azione del danneggiato «davanti al giudice del luogo in cui è domiciliato (...)». Il Regolamento Ce n. 44/2001 è stato, peraltro, emanato quando la regolamentazione prevista dalla IV Direttiva auto era già nota e, come già affermato, originariamente non avrebbe dovuto giustificare alcuna giurisdizione nel Paese del danneggiato. Non viene messo, inoltre, in dubbio che il danneggiato possa essere considerato come «parte più debole» ai sensi del già citato tredicesimo considerando del Regolamento. Molti sono dunque gli argomenti a sostegno della non correttezza della posizione del Tribunale di Amburgo. Come si è visto il Bundesgerichtshof ha rimesso la questione alla Corte di giustizia, sostenendo le argomentazioni relative alla competenza giurisdizionale del Paese del danneggiato. In ogni caso, l’eventuale citazione nello Stato del danneggiato non dovrebbe riguardare il mandatario della IV Direttiva auto, quale soggetto legittimato passivo, ma l’assicuratore RCA del responsabile civile all’estero. Ciò significa che la citazione deve essere notificata all’estero. In questo senso andrebbe inteso l’art. 5, comma 2, della V Direttiva auto, secondo il quale la nomina del mandatario per la liquidazione dei sinistri non costituisce, di per sé, l’apertura di una succursale ai sensi del Regolamento Ce n. 44/2001. IV. La giurisdizione del giudice del Paese del danneggiato anche ai sensi del Convenzione di Lugano? Ad oggi, quanto meno nella dottrina giuridica tedesca, non sono note considerazioni più puntuali sulla giurisdizione del Paese del danneggiato a partire dalla Convenzione di Lugano, ma se ne rinviene solo la semplice affermazione25. Nell’interpretare il Regolamento Ce n. 44/2001, affermando l’esistenza di una giurisdizione dello Stato del danneggiato, ha un ruolo im- 25 Cfr. RIEDMEYER, in DAR 2004, p. 205. 232 Articoli portante il fatto che lo stesso Regolamento sia entrato in vigore dopo l’approvazione della IV Direttiva auto e che quindi esprima una diversa volontà del legislatore della direttiva. In tal senso, un’interpretazione più stringente della Convenzione di Lugano in relazione al citato Regolamento potrebbe indicare che quanto previsto dall’art. 8, comma 1, alinea 2, alla cui applicazione fa riferimento l’art. 10, comma 2, riguardo alla citazione in giudizio dell’assicuratore da parte della vittima, si indirizzi esclusivamente alla residenza del contraente. La norma corrispondente del Regolamento Ce n. 44/2001 all’art. 9, comma 1, lett. b. va oltre e, come sopra menzionato, esso si riferisce alla citazione «davanti al giudice del luogo in cui è domiciliato l’attore qualora l’azione sia proposta dal contraente dell’assicurazione, dall’assicurato o da un beneficiario, (…)». Anche nel caso di questa norma appare chiaro, dal riferimento dell’art. 11, comma 2, del Regolamento, come la competenza territoriale sia generalmente identificata per le cause in ambito assicurativo. Per contro, il rinvio contenuto nella Convenzione di Lugano potrebbe essere inteso nel senso che, in caso di azione diretta del danneggiato contro l’assicuratore RCA, sarebbe determinante, per l’individuazione della competenza, solo il criterio della residenza del contraente/assicurato di tale assicurazione. Una simile interpretazione non avrebbe però molto senso, dal momento che l’assicuratore RCA e il contraente/assicurato hanno generalmente la residenza nello stesso Stato e che quindi non sarebbe necessario creare una giurisdizione ulteriore. Da questo punto di vista, la Convenzione di Lugano potrebbe essere interpretata facendo riferimento all’art. 10, comma 2 e all’art. 8, comma 1, alinea 2, nel senso che, anche in questo caso, sarebbe possibile una giurisdizione del Paese del danneggiato. V. Ripercussioni sul piano applicativo Nonostante l’incertezza nell’interpretazione delle norme esposte, si dovrà tenere conto della giurisdizione del Paese del danneggiato al più tardi con il recepimento della V Direttiva auto. In generale, si dovrà prevedere un ulteriore spostamento della liquidazione dei danni verso il Paese del danneggiato, anche a livello stragiudiziale, ed in ogni caso verso quei Paesi il cui apparato di giustizia consente la conclusione dei procedimenti in tempi brevi. Una conseguenza sarà l’aumento delle liquidazioni dei sinistri da parte dei mandatari della IV Direttiva auto, che, a sua volta, comporterà per gli assicuratori RCA un aumento dei costi nella corresponsione dei relativi onorari di trattazione. È prevedibile, nello stesso tempo, anche un aumento dei casi di contenzioso all’estero. I legali dei danneggiati si vedranno costretti, anche solo per Articoli 233 questioni di responsabilità professionale, ad ottenere il massimo risultato e a far chiarire da un Tribunale tutte le questioni dubbie di carattere giuridico, soprattutto laddove vi siano danneggiati coperti da un’assicurazione di tutela giudiziaria. Peraltro, in caso di ritardo nelle liquidazioni, si deve supporre che si farà meno ricorso al meccanismo previsto nella IV Direttiva che individua la possibilità di appellarsi al c.d. Organismo di indennizzo, privilegiando direttamente la strada dell’azione giudiziaria. Dal momento che andrà applicato il diritto vigente nel Paese dove è avvenuto il fatto, non solo i tribunali, ma anche le parti in causa saranno costrette a ricorrere spesso a consulenze giuridiche con i relativi costi non irrilevanti. Conseguenza di tale particolare situazione giuridica sarà probabilmente un allungamento della durata media dei processi, anche in quegli Stati dove la giustizia funziona in modo efficiente. Una possibile evoluzione, che presenta aspetti di interesse è quella della giurisprudenza su specifiche questioni di merito: i tribunali di Paesi diversi saranno chiamati a scrivere sentenze a partire da concezioni giuridiche diverse sul diritto del Paese dell’evento. Si può supporre che le diverse interpretazioni dei tribunali abbiano come conseguenza che singole questioni di diritto, relative a fattispecie simili, possano essere decise con differenti orientamenti a carattere nazionale. In Germania, per esempio, la giurisprudenza su singole questioni che riguardano proprio i danni materiali è vastissima e dettagliata. Soprattutto grazie alla diffusione dei prodotti assicurativi di tutela giudiziaria, in Germania quasi ogni singola questione di interpretazione dubbia ha ottenuto una risposta attraverso almeno una sentenza. A titolo di esempio, si possono citare le voci di danno, ormai definitivamente accolte dalla giurisprudenza, relative ai costi di assistenza legale stragiudiziale, alle spese legali e di giudizio in caso di contenzioso, ai costi di perizia in caso di esperti incaricati direttamente dal danneggiato (diversamente da quanto avviene in Italia) per accertare l’entità del danno. E ancora, si possono annoverare le voci di danno riferite all’indisponibilità del mezzo incidentato per la durata delle riparazioni (il c.d. «fermo tecnico») o al tempo per il reperimento di un nuovo veicolo in caso di danno totale; entrambe queste voci, secondo la giurisprudenza tedesca, vanno risarcite con importi diversi a seconda del tipo di veicolo. Sempre secondo la giurisprudenza tedesca, un danneggiato, in caso di danno totale, può pretendere addirittura il 130% del valore antesinistro del veicolo se, invece di rottamarlo, sceglie di far eseguire comunque le riparazioni. Su simili questioni, in altri Paesi, esiste una giurisprudenza non uniforme; la regolazione di tali voci di danno avviene per lo più sulla base di convenzioni liquidative consolidate. Questa realtà può, a volte, dipendere dal fatto che i danneggiati in tali Paesi non sono disposti (o rinunciano) per motivi di costi a far chiarire in giudizio simili questioni che, dal punto di vista econo234 Articoli mico, e prese singolarmente, non hanno una grande rilevanza. In Germania invece si va in giudizio perché esiste una copertura di tutela legale o perché è piuttosto diffusa una cultura del confronto in giudizio per risolvere le liti. È quindi possibile ipotizzare che i tribunali di altri Paesi possano influenzare la giurisprudenza interna di uno Stato membro. A tutto questo si aggiunge la considerazione che tradizionalmente i tribunali che devono dirimere questioni internazionali e che quindi si confrontano con diritti stranieri, hanno la tendenza a lasciarsi influenzare dal diritto "domestico" nell’interpretazione del diritto straniero applicabile. Proprio il diritto al risarcimento del danno, che nella maggior parte degli ordinamenti è dominato dal principio della restituzione integrale, offre, in tal senso, ampi margini per interpretazioni discrezionali. Dal punto di vista del sistema spagnolo, per esempio, tutto questo dovrebbe comportare, in caso di incidenti stradali avvenuti nel Paese iberico con danneggiati tedeschi, liquidazioni più elevate per i danni materiali. Occorre, inoltre, notare che l’introduzione di un nuovo possibile foro condurrà ad ulteriori interrelazioni a livello di diritto internazionale privato, a partire dal fatto che ogni Tribunale dovrà innanzitutto decidere, sulla base del diritto internazionale privato del proprio Paese, quale diritto trovi applicazione in relazione all’evento dannoso che presenta aspetti internazionali. In realtà, il diritto internazionale privato di quasi tutti i Paesi stabilisce che, in generale, trova applicazione il diritto dello Stato in cui è avvenuto l’incidente stradale. Tra le eccezioni a questo principio si rilevano grandi differenze; per esempio nel caso di un incidente in Spagna tra due conducenti che hanno la comune residenza in Germania, secondo il diritto internazionale tedesco va applicato il diritto tedesco e non quello spagnolo, indipendentemente dalla cittadinanza dei due soggetti coinvolti. Secondo la Convenzione dell’Aia sulla legge applicabile in materia di incidenti da circolazione stradale, ratificata dalla Spagna, troverebbe applicazione, in deroga al principio del luogo dell’evento, in determinate situazioni il diritto dello Stato di immatricolazione del veicolo. Quanto possa essere importante la scelta del diritto per un danneggiato lo si può valutare, per esempio, se si considera che in alcuni ordinamenti, come in Italia, alla morte della vittima i superstiti hanno diritto di far valere le richieste di risarcimento di un danno non patrimoniale (danno morale), mentre in altri Paesi, tra cui l’Austria e la Germania, tale possibilità non è riconosciuta. Nella prassi della liquidazione dei sinistri, il nuovo foro verrà a rafforzare la posizione del danneggiato in quei Paesi in cui la giustizia garantisce processi rapidi e senza complicazioni. Dovranno fare i conti con questa realtà soprattutto gli assicuratori RCA di quei Paesi che approfittano dell’inefficienza della giustizia dei loro Stati, dando interpretazioni restrittive del diritto al risarcimento e non riconoscendo nella prassi liquidativa determinate voci di danno che la giurisprudenza interna ha definitivamente accolto. Generalmente Articoli 235 in tali casi anche dai mandatari della IV Direttiva auto si pretende che applichino tali "politiche liquidative" restrittive all’estero. Il che costituisce un comportamento legittimo, tuttavia per il futuro si profila la minaccia di costosi procedimenti nel Paese del danneggiato, se la liquidazione stragiudiziale dei sinistri dovesse rimanere improntata all’applicazione di abbattimenti forfetari o del tutto arbitrari su voci di danno ormai riconosciute nella prassi giurisprudenziale del Paese d’origine. Il mandatario dell’assicuratore RCA ai sensi della IV Direttiva deve sensibilizzare a questo proposito la mandante, in modo che si possa decidere se affrontare o meno il rischio di un contenzioso. In alcuni casi potrebbe, quindi, essere vantaggioso accogliere le richieste del danneggiato durante la fase stragiudiziale. Gli assicuratori RCA italiani dovrebbero essere coscienti di questi rischi, in particolare quando la liquidazione dei danni è riferita a conducenti o proprietari di veicoli tedeschi che abbiano subìto un incidente in Italia. Come sopra illustrato, il risarcimento dei danni materiali, secondo il modello tedesco, sembra essere più elevato di quello italiano. Si suppone, quindi, che i tribunali tedeschi, nell’interpretare il diritto italiano, tenderanno a largheggiare nelle sentenze a favore del danneggiato tedesco, sebbene in realtà dovrebbe essere applicato il diritto italiano. Va inoltre considerata la maggiore predisposizione in Germania, rispetto all’Italia, ad affrontare un giudizio, proprio in virtù di una maggiore celerità ed efficacia della giustizia civile tedesca. Sono esempi che dimostrano quanto sia importante che il mandatario disponga di un adeguato know-how, vale a dire la capacità di applicare la giusta strategia di liquidazione, nonché di scegliere, caso per caso, la giusta soluzione tra le politiche liquidative del mandante, il diritto applicabile nel Paese dell’evento e la concezione giuridica nel Paese del danneggiato. VI. Conclusioni Il danneggiato continua ad avere, come in passato, la scelta tra una liquidazione del danno nel proprio Paese d’origine o in un altro Stato membro. Secondo un’opinione, ormai prevalente, al di là delle possibilità di liquidazione stragiudiziale nell’ambito della IV Direttiva auto, il danneggiato dispone anche della facoltà di far valere in giudizio le sue richieste di risarcimento nel proprio Paese. Il danneggiato sarà ben consigliato, se sceglierà come consulenti i soggetti con esperienza internazionale. La liquidazione stragiudiziale nel Paese di accadimento dell’incidente, con l’ausilio di specialisti competenti in materia, continua a garantire, tuttavia, i migliori risultati grazie all’applicazione della lex loci soprattutto in caso di gravi danni alla persona. In questi casi si tratta di procurarsi le conoscenze tecnico-giuridiche necessarie, che non sembra 236 Articoli possano essere disponibili nel Paese del danneggiato. Anche per un assicuratore RCA la liquidazione nel Paese dove è avvenuto il sinistro è più favorevole da un punto di vista di tecnica assicurativa e meno costosa, perché essa avviene senza doversi far carico delle spese di gestione correlate all’attività di un mandatario della IV Direttiva auto. In questo contesto, nonché alla luce delle possibilità di liquidazione previste dalla IV e dalla V Direttiva auto, sia in via stragiudiziale che giudiziaria, sarebbe proprio nell’interesse dell’assicuratore del responsabile civile, liquidare celermente, e in modo non burocratico, le richieste di risarcimento formulate nel proprio Stato. Nel caso di liquidazione nel Paese del danneggiato spetta al mandatario della IV Direttiva il delicato compito di rappresentare, nel miglior modo possibile, gli interessi dell’assicuratore. Ciò significa che, nei singoli casi, il danneggiato deve essere informato sulle conseguenze economiche di una politica liquidativa stragiudiziale restrittiva. Tutto questo presuppone una conoscenza eccellente del diritto e delle concezioni giuridiche dei vari Paesi, una comunicazione trasparente ed efficace per poter valutare adeguatamente le relazioni tra diritto applicabile, politiche di liquidazione e giurisdizione26. Holger Backu Antonio Furlanetto 26 Per consultare i testi legislativi comunitari: http://europe.int/eur-lex/it; per ulteriore bibliografia e commenti in relazione alla tematica dei sinistri RCA internazionali v. anche www.intereuropeag.com alla pagina Documentazione, ma anche alla pagina Eventi, dove sono riportati molti dei testi presentati dagli oratori alle conferenze internazionali di InterEurope Ag European Law Service negli anni 2005 e 2006, nonché la Newsletter giuridica di InterEurope (4 numeri dal 2005) da richiedere a: antonio.furlanetto@intereuropeag.com